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Spiritual Bridges – Un gioco di specchi e di riflessioni tra opposti che si compenetrano e trovano un senso comune.

Le conversazioni spirituali indugiano, si attardano nei collegamenti che facciamo, non limitati da sfumature descrittive o prigioni concettuali che cercano di dare un nome a una realtà col timbro d’autorità assoluta, escludendo la possibilità di una libertà più profonda, che sia intrisa d’indipendenza originale, d’identità e di appartenenza. Le rigide iscrizioni d’idee s’accumulano, strati di polvere che alla fine costruiscono muri intorno alle nostre vite, che s’adagiano sulle nostre palpebre come coperte. Impediscono significative connessioni, prive di paura, attraverso mappature territoriali radicate nel profondo della propria storia personale di luogo, cultura e tempo.

Le nostre identità sono radicate in questo modo nelle lingue che parliamo e noi diamo un senso a chi siamo attraverso la religione, collegando la nostra vita e le nostre speranze ad un maggiore senso di appartenenza alla comunità. Condividere le nostre somiglianze vuol dire costruire ponti verso i nostri simili, un riflesso familiare che offre conforto e agio. Ma quando il riflesso ci rimanda una percezione di differenza, ecco che appare un crocevia e la forma di quel riflesso diventa una sfida alle nostre idee e alle nostre fondamenta personali.

L’idea di un ponte sprituale è quindi di fare raccolto di questa differenza, per costruire la possibilità di attraversare in libertà verso altre prospettive senza cedere all’aggressione. Prosperare quindi nel fiorire di una moltitudine di scambi e nell’attivare complesse intersezioni di silenziosi percorsi che ci mettano in comunicazione l’un con l’altro, senza perdere il ritorno alle nostre fondamenta.

E’ questo il senso profondo di “Spiritual Bridges”, dove artisti di diversa provenienza culturale e religiosa, attraverso le loro opere, mostrano percorsi di collegamento e creano un dialogo non solo tra sé e chi li osserva, ma anche tra artista e artista. Una riscoperta del valore intrinseco dell’opera d’arte come specchio dell’anima del creatore e del fruitore nello stesso tempo. Un dialogo tra anime ma anche tra animus, in un gioco di specchi e di riflessioni tra opposti che si compenetrano e trovano un senso comune. Gli echi di questo dialogo, a chi lo voglia ascoltare, riporteranno fino alle fondamenta della percezione, vero terrreno comune che unisce tutti gli esseri senzienti.

 

Jacelyn Parry e

Alessandro Trapani

 

www.spiritualbridges.net

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